8 marzo 2001 – il centro sinistra del governo Amato II modifica il titolo V della Costituzione introducendo negli artt. 116 e 117 la previsione di ulteriori forme di autonomia regionale. La maggioranza è inferiore a quella richiesta e si va al referendum. 7 ottobre 2001 – il referendum conferma la legge. I sì sono il 64,2% del 34,1% degli aventi diritto. Febbraio 2018 – il dimissionario governo Gentiloni firma una prima intesa sulle autonomie di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Febbraio e maggio 2019 – il governo Conte I stipula separatamente con le stesse regioni una bozza d’intesa sul dettaglio delle competenze da trasferire. Febbraio 2020 – il governo Conte II integra con nuove materie l’intesa con le tre regioni. Novembre 2022 – parte la raccolta firme per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la per la modifica degli artt. 116 e 117 del Titolo V della Costituzione. 23 marzo 2023 – presentato il DDL Calderoli, che prevede autonomia differenziata in materia di giustizia di pace, istruzione, tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali e la fissazione di LEP, livelli essenziali di prestazione. Le autonomie differenziate sarebbero negoziate fra governo e regioni, senza intervento del parlamento. Per tale natura pattizia lo Stato non può rientrare nelle prerogative cedute se non con un nuovo patto con le Regioni. Per la sua natura finanziaria la legge non può essere sottoposta a referendum abrogativo. 27 marzo 2023 – Calderoli rende noti i nomi dei 61 esperti del CLEP, Comitato per l’individuazione dei LEP. La relazione finale è consegnata al ministro a fine ottobre 2023. 3 maggio - inizia il percorso parlamentare del ddl Calderoli. 1° giugno – consegna delle firme a sostegno della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la modifica degli artt. 116 e 117 del Titolo V. 10 gennaio 2024 – il ddl di iniziativa popolare è iscritto d'ufficio nel calendario dei lavori del Senato (art. 74 del regolamento). 16 gennaio 2024 – inizia in senato la discussione del ddl Calderoli. Le pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni sono bocciate con 90 voti contro 71. Sono previsti tre giorni per la devoluzione della potestà legislativa su 23 materie.


