Il 4 dicembre 2016 – gli italiani rispondono NO al referendum sulla riforma costituzionale c.d. Renzi-Boschi, diretta a modificare la seconda parte della Costituzione. A questo terzo referendum costituzionale sono andati alle urne circa il 65% degli elettori. Il 59% di essi vota NO, forse anche nella speranza che, come avevano promesso, se sconfitti Matteo Renzi e Maria Elena Boschi avrebbero lasciato la politica. Come sappiamo, non lo hanno fatto. E non ci hanno nemmeno spiegato il perché. L’anniversario cade mentre si prefigura il quarto referendum costituzionale della Repubblica. Alla fine dello scorso ottobre è, infatti, iniziato l’iter parlamentare una riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, con un mandato di 5 anni e una maggioranza garantita del 55% nei due rami del Parlamento. Il referendum sarà necessario perché la maggioranza che lo propone non ha i due terzi dei parlamentari. La ricorrenza è, allora, la migliore occasione per iniziare una opposizione attiva a questa riforma e, insieme, inaugurare con molto anticipo la campagna per il referendum. Poiché questa maggioranza è davvero minoritaria nel Paese: rappresenta soltanto il 28% degli aventi diritto al voto. La campagna è anche un’ottima occasione per riavvicinare un po’ di quel 36% di elettori che ha disertato le urne. Noi iniziamo il 2 gennaio 2024 col celebrare il Natale della Costituzione. Unitevi a noi.


