Il bancone del bar è il parlamento del popolo. Honoré de Balzac

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Calendario Civile - 9 febbraio 1963

2024-02-06 13:53

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Calendario Civile - 9 febbraio 1963

Il 9 febbraio 1963 finalmente la legge n. 66 apre le porte alle donne ai pubblici uffici ed alle professioni.

«Signorina, lei vuole ammettere le donne alla magistratura! Ma sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?». La signorina è Teresa Mattei, la partigiana Chicchi, che prontamente ribatte: «No, ma so che molti uomini come lei non ragionano tutti i giorni del mese». In Assemblea Costituente è in discussione l’ammissione delle donne in magistratura ma, nonostante la tenacia di Mattei – eletta all’Assemblea Costituente a 25 anni – e di altre madri costituenti dall’entrata in vigore della Costituzione ci vorranno ancora quindici anni per avere, nel 1963, l’affermazione del principio di uguaglianza fra i sessi per l’ammissione ai pubblici uffici e alle professioni. Quindici anni e una sentenza della Corte Costituzionale a seguito del ricorso presentato da Rosa Oliva, alla quale era stata respinta una domanda per il concorso per la Prefettura. I principali concorsi pubblici erano, infatti, per legge riservati ai soli uomini. Costantino Mortati, costituente e già professore all'università di Oliva, sostenne l'incostituzionalità della legge sulla quale il rifiuto si basava. Il 13 maggio del 1960, con la sentenza n. 33/1960, la Corte Costituzionale dà ragione a Oliva, riconoscendo la violazione della Costituzione, in particolare dell’articolo 51 – sull’accesso ai pubblici uffici e alle cariche elettive senza discriminazioni tra i sessi – e dell’articolo 3 sull'uguaglianza di fronte alla legge senza distinzione di sesso. Per inciso, firmataria tra altri dell’art. 3 è proprio la signorina di cui sopra, Teresa Mattei alla quale dobbiamo tra l’altro l’introduzione dell'espressione "di fatto" nel secondo comma dell’articolo: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini... ecc.». In (parziale) conclusione, il 9 febbraio 1963 finalmente la legge n. 66 –. Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni – apre le porte alle donne senza limitazioni: «La donna può accedere a tutte le cariche, professioni ed impieghi pubblici, compresa la Magistratura, nei vari ruoli, carriere e categorie, senza limitazione di mansioni e di svolgimento della carriera, salvi i requisiti stabiliti dalla legge». Il 3 maggio 1963 è bandito il primo concorso in magistratura aperto alla partecipazione delle donne e, su 186 idonei, 8 donne hanno ingresso nell'ordine giudiziario.


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