Il bancone del bar è il parlamento del popolo. Honoré de Balzac

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Calendario civile: 2 gennaio 1966 - liberazione di Franca Viola

2024-01-10 09:48

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Calendario civile: 2 gennaio 1966 - liberazione di Franca Viola

Il 2 gennaio 1966 ad Alcamo, in Sicilia, la polizia libera la giovanissima Franca Viola, che il 26 dicembre era stata sequestrata e violentata da Filippo Melod

Il 2 gennaio 1966 ad Alcamo, in Sicilia, la polizia libera la giovanissima Franca Viola, che il 26 dicembre era stata sequestrata e violentata da Filippo Melodia, appartenente a una banda mafiosa e per questo rifiutato da Franca, dopo un precedente fidanzamento. Potrebbe essere una storia come tante ne accadevano nell’Italia di quegli anni, quando un matrimonio riparatore era considerato la soluzione più logica e desiderabile alla perdita dell’onore della famiglia, localizzato nella rottura dell’imene di una delle sue donne giovani, poco importa quale fosse stata la sua volontà. Lo stupro, nel 1966, non era considerato un reato contro la persona. Era un reato contro la morale. Contro quella morale per cui le ragazze passavano dall’autorità del padre alla potestà del marito. E le giovani non illibate (dal lat. illibatus, composto di in- e libatus, part. pass. di libare «toccare, assaggiare», come se le donne fossero un frutto, o un pasticcino) non trovavano un uomo che le sposasse, perché qualcun altro le aveva assaggiate e scartate. Però, quando la famiglia Melodia contatta Bernardo Viola, padre di Franca, per combinare le nozze, e dunque per estinguere il reato di stupro, così come la legge prevedeva, Bernardo, sostenendo la volontà di Franca, contatta la polizia e fa arrestare Filippo. Ne segue un processo per stupro, che segue il copione cui assistiamo ancora oggi. Franca - sempre presente alle udienze - viene descritta come consenziente (vi ricorda qualcosa?). L’arringa del suo avvocato, Ludovico Corrao afferma «Il ratto a scopo di matrimonio è un’usanza barbara. Da combattere finché non si decideranno a smetterla». Melodia viene condannato a 11 anni. Franca, prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore e a dichiarare pubblicamente «io non sono proprietà di nessuno», è un esempio per molte altre. Ma ci vorranno 15 anni per cancellare nozze riparatrici e delitto d'onore. Ce ne vorranno 30 per riconoscere che lo stupro è un reato contro la persona. Per riconoscere, cioè, che le donne sono persone.


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