Il 16 dicembre 1945 una folla accoglie alla stazione di Bologna un treno carico di 1.800 bambini orfani o sfollati. Vengono da Milano e Torino, vittime delle distruzioni, e trovano accoglienza temporanea a Reggio Emilia, a Modena, a Bologna. È il sindaco di Modena, Alfeo Corassori, a denominare Treno della Felicità il convoglio in arrivo. L’animatrice di questo progetto è Teresa Noce, Rivoluzionaria professionale, fondatrice del PCd’I e di Noi Donne, combattente in Spagna con le Brigate internazionali col nome di battaglia di Estella, internata a Ravensbrück, madre costituente. Con lei centinaia di donne della nascente Unione donne italiane (Udi), erede dei Gruppi di difesa della donna, nati all’interno della lotta partigiana, estendono l’iniziativa ad altre zone del centro e del sud. Nasce il movimento Per la salvezza dei bambini d’Italia. Nel 1946 cominciano le partenze da Cassino, da dove partono circa 4.000 bambini. Tra il 1945 e il 1952, oltre 70.000 bambini sono ospitati da famiglie di Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche. Le famiglie ospitanti sono spesso di contadini già con diversi figli a carico, ex partigiani, lavoratori. Il periodo di soggiorno è di quattro mesi ma molti rimangono anche un paio d’anni. A Napoli, tra le promotrici del Comitato per la salvezza dei bambini di Napoli, che organizza l’ospitalità di migliaia di bambini napoletani presso famiglie del Centro-Nord, c’è Luciana Viviani.


