Il bancone del bar è il parlamento del popolo. Honoré de Balzac

8eaee964-0919-4b5e-a1dd-0a578401a1f9

Calendario Civile - 15 febbraio 1996

2024-02-15 12:52

Array() no author 88795

Calendario Civile - 15 febbraio 1996

Il 15 febbraio del 1996 entra in vigore la legge 66, “Norme contro la violenza sessuale. Lo stupro da delitto contro la moralità pubblica e il buon costume d

Il 15 febbraio del 1996 entra in vigore la legge 66, “Norme contro la violenza sessuale”. Con l’abrogazione degli articoli del Codice Rocco, risalente al periodo fascista, che definivano lo stupro delitto contro la moralità pubblica e il buon costume, la legge identifica il reato come delitto contro la persona. A differenza della previgente norma, anche gli atti di libidine sono classificati come violenza sessuale. Le pene per gli autori del crimine vanno dai cinque ai dieci anni, dai sei ai dodici nel caso in cui la vittima sia minore di 14 anni e, dai sette ai quattordici, se la violenza è su un minore di 10 anni. L’iter di questa legge è lungo e difficile. La prima proposta, del 1977, è presentata dal Pci anche sull’onda delle manifestazioni del movimento femminista tra il 1975 e 1976 e del processo per i delitti del Circeo. Nel 1979 si costituisce un Comitato promotore formato da gruppi e associazioni femministe che, il 19 marzo 1980, presenta una proposta popolare con 300.000 firme in parlamento, dove arrivano anche altre 7 proposte di legge presentate da diverse forze politiche. Nel 1982 la commissione giustizia della Camera approva il testo unificato delle proposte di legge relative alla nuova disciplina penale. Ma le opposizioni del mondo cattolico bloccano l’iter della legge e lo vincolano ad emendamenti restrittivi.  Solo nel 1995, dopo anni di nulla di fatto, alcune deputate donne decidono di superare l’ostacolo, si riuniscono senza distinzioni ideologiche ed insieme esaminano le 14 proposte di legge esistenti preparando un testo unico. Dopo un’accesissima discussione tra forze politiche in parlamento e sulla stampa, la legge è approvata nel 1996 con 339 voti favorevoli, 39 contrari e 15 astenuti. Di fondamentale importanza, il principio che la sessualità è un diritto della persona, che ne è titolare, togliendolo così al patrimonio collettivo del buon costume e a eventuali valutazioni “moralistiche”; la procedibilità a querela irrevocabile entro sei mesi; la riservatezza delle vittime; l’introduzione del reato di stupro di gruppo. Gli articoli 609-bis e seguenti del codice penale italiano puniscono non solo lo stupro - inteso come congiunzione carnale non consensuale - ma più in generale qualsiasi costrizione a compiere o subire atti sessuali. Da quando lo stupro è entrato nel discorso pubblico – da Processo per stupro mandato in onda dalla RAI nel 1979 – la consuetudine a colpevolizzare le vittime non conosce sostanziali variazioni. Nel 1976 l’avvocato Angelo Palmieri, durante la sua arringa per i fatti del Circeo afferma: «Se le ragazze fossero rimaste accanto al focolare, dove era il loro posto, se non fossero uscite di notte, se non avessero accettato di andare a casa di quei ragazzi, non sarebbe accaduto nulla». Nell’agosto 2023 Andrea Giambruno, ex compagno del Presidente del Consiglio, ex conduttore della rubrica del TG4 Diario del giorno (programma che ha dovuto lasciare a causa di frasi e gesti volgari e sessisti rivolti ad alcune colleghe di lavoro), commentando i casi di violenza di Palermo e Caivano afferma: «Quando vai a ballare, se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi». Nelle aule dei tribunali, in giornali e televisioni, in web è tutto un cercare attenuanti per i violentatori. Le sentenze dei tribunali sono spesso surreali: la vittima, ubriaca, lascia la porta del bagno socchiusa, inducendo l’imputato a “osare”; la sua cerniera dei pantaloni, anziché essere strappata dall’aggressore durante lo stupro,  si rompe perché “di modesta qualità” (2022); la vittima non può essere stata stuprata perché “non è attraente” in quanto mascolina (2022); la vittima non è abbastanza lesta nell’esprimere dissenso (2022); la vittima non è abbastanza chiara nel suo grido “smettetela” (2023). Nel luglio 2022 il Cedaw – Comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne delle Nazioni Unite – condanna i pregiudizi diffusi nei tribunali italiani  e la vittimizzazione secondaria e, come fa anche la Cedu  nelle sue sentenze, ribadisce che in Italia è ormai necessaria e non più rinviabile una riforma organica che affronti la violenza contro le donne.



8eaee964-0919-4b5e-a1dd-0a578401a1f9

Il blog di Aperitivo Resistente

Memorie, progetti, riflessioni per una vita quotidiana resistente

Il bancone del bar è il parlamento del popolo. Honoré de Balzac